"Quando mi sono risvegliato lungo le sponde del Po, vicino a Cambiò, una strana sensazione
mi ha assalito: solitudine, tristezza, malinconia. Non so bene come descriverla, non so nemmeno
da cosa potesse dipendere. Di certo avevo dormito male, il caldo torrido, le zanzare e
l’umidità soffocante dei primi giorni di luglio avevano reso il mio furgone invivibile.
Attorno a me solo campi, il lento scorrere del fiume e una capanna di legno di pescatori
abbandonata. All’orizzonte, oltre i fiori, qualche casa sparsa, una macchina, forse un paio di
persone intente a parlare.
Ho sempre amato e ricercato i luoghi appartati, immersi nel silenzio e nel verde, ma questa
volta era diverso. Quella calma, quel silenzio, mi facevano sentire a disagio.
Ero partito con l’intento di sviluppare un saggio fotografico in maniera razionale, cartina
geografica alla mano, partendo da quelle realtà economiche importanti per un territorio in difficoltà e arrivando all’abbandono che caratterizza purtroppo questi luoghi e queste comunità.
Ma quella mattina la sensazione di solitudine, tristezza, malinconia, mi ha fatto cambiare idea:
mi sarei perso nel territorio, senza punti di riferimento, senza coordinate, senza una logica apparente.
Mi sarei fatto inghiottire da quelle sensazioni, avrei provato a cavalcarle, e cavalcandole
a costruire una narrazione visiva che potesse riflettere da un lato l’atmosfera che
mi circondava e dall’altro il mio stato d’animo. Costruendo un racconto per frammenti, per
impressioni, in un territorio che sembra galleggiare in un limbo spazio-temporale, che pare
aver perso ogni speranza per il futuro, che sembra ormai essersi arreso" da LA PIANURA IRRIGUA, Donzelli Editore, 2025
(Lomellina) Perdersi per poi, forse, ritrovarsi / DONZELLI - POLITECNICO DI MILANO





















↓